Calcolo TFR( trattamento di fine rapporto) compreso di rivalutazione e interessi legali, anche sulle differenze

Il TFR, detto anche “liquidazione”, è una parte di retribuzione che il dipendente otterrà una volta terminato il rapporto di lavoro con il proprio datore.

Il TFR viene erogato sempre, qualsiasi sia la ragione della fine del rapporto di lavoro (ex. Licenziamento, dimissioni), può essere rivalutato annualmente in base ai dati forniti dall’ISTAT e se ne può chiedere un’anticipazione al proprio titolare, ma soltanto in vista di importanti spese (ex. Pagamento di terapie per la salute, acquisto di un immobile, etc.) e dopo un determinato lasso di tempo in cui si è fatto parte dell’azienda (in genere dopo 8 anni, salvo casi del tutto eccezionali).

In caso di fallimento dell’azienda, il TFR verrà comunque erogato, proprio perché si tratta di un servizio a favore del lavoratore.

Tutti i dipendenti, una volta stipulato un contratto di lavoro con il proprio titolare, potranno godere del beneficio della liquidazione, in quanto in qualsiasi caso e dopo qualsiasi lasso di tempo in cui il dipendente ha offerto servizio all’azienda, gli verrà retribuito, naturalmente in base a specifici calcoli sistematici per ottenerlo.

Nei casi eccezionali in cui il TFR non viene retribuito al dipendente (in quanto la liquidazione è un diritto che spetta al lavoratore), si può anche intervenire legalmente o rivolgersi all’INPS per chiarimenti e retribuzione di quest’ultimo.

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